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OSCURITÀ FERTILE. Il mito nella materia

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OSCURITÀ FERTILE. Il mito nella materia

OSCURITÀ FERTILE. Il mito nella materia

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Mosca Bianca inaugura la sua programmazione espositiva con OSCURITÀ FERTILE. Il mito nella materia, una mostra dedicata all’artista Marco Bellini. Le sue sculture in legno accompagnano il pubblico in un viaggio che intreccia memoria, mito e natura, rivelando il potere simbolico della materia. La mostra apre uno spazio di riflessione sul rapporto tra uomo e paesaggio, tra radici arcaiche e sensibilità contemporanea, in un’atmosfera intima e raccolta.

COMUNICATO STAMPA

OSCURITÀ FERTILE.
Il mito nella materia
Mostra personale di Marco Bellini

Mosca Bianca inaugura la sua nuova stagione espositiva con Oscurità Fertile. Il mito nella materia, mostra personale di Marco Bellini, in apertura dal 13 settembre al 12 ottobre 2025.

Le scultura in legno dell’artista affondano le radici nella mitologia e ne restituiscono forme evocative e potenti, capaci di mettere in dialogo archetipi antichi con una sensibilità contemporanea. Bellini plasma la materia naturale fino a trasformarla in figure che raccontano un immaginario collettivo fatto di mistero, sacralità e metamorfosi.

La mostra segna anche un momento importante per Mosca Bianca, progetto culturale indipendente nato dal desiderio di creare a Torino uno spazio intimo e curato, in cui arte, artigianato e design possano convivere e dialogare spontaneamente. Attraverso mostre temporanee, workshop ed eventi, Mosca Bianca intende valorizzare produzioni indipendenti, processi curati e saperi manuali, ponendo attenzione alla qualità, alla sostenibilità e alla dimensione relazionale del fare artistico.

Le opere dialogano con lo spazio in modo da creare un’atmosfera conviviale e un’armonia calda e autentica.

La mostra sarà inaugurata sabato 13 settembre alle ore 18:00 con un piccolo rinfresco.

L’ingresso è libero e non è necessaria prenotazione.
Inaugurazione: 13 settembre 2025, ore 18:00
Mosca Bianca, via Principe Tommaso 2, Torino

FOGLIO SALA

Mitologia e realtà. Sacro e profano. Divino e umano.
Da un lato qualcosa di immateriale, di sovrannaturale, che crediamo non ci appartenga e che invece, in qualche modo, ci abita. Vediamo il passato mitologico come storia, traiamo riflessioni ed esempi da traslare nei nostri giorni e nella nostra quotidianità. Ci appaiono due mondi che non si appartengono, estranei, incapaci di parlarsi, e pensiamo che un loro incontro non porterebbe armonia ma un giudizio senza appello.

Forse siamo cresciuti in un tempo sbagliato, un’epoca in cui ci basiamo sulla storia raccontata da qualcuno, forse una distorsione della realtà. Può essere che siamo cresciuti in un contesto dogmatico e concreto; magari ognuno ha un’opinione diversa, non riesce a emergere dal gruppo di macchie nere e bianche creato da un pensiero dicotomico. E se non fosse così? Se riuscissimo a concepire i due lati della stessa medaglia come un tutt’uno?

In questo caso il sacro non sarebbe più visto come lontano e istituzionalizzato, ma come qualcosa che si radica nella materia, nella terra, nel legno. Diventerebbe qualcosa di più tangibile e, forse, più comprensibile; e il linguaggio sarebbe il ponte che renderebbe possibile questa trasformazione: ciò che non sappiamo esprimere resta fuori dalla coscienza, non diventa esperienza condivisa. Non possiamo pensare o conoscere ciò che non possiamo esprimere. Forse è per questo che nascono i miti, le parole e le opere d’arte: per dar voce a ciò che resta oscuro, per permetterci di abitare quell’ombra che altrimenti rimarrebbe muta.
E così anche la vita e la morte prenderebbero un altro aspetto. Sarebbero la stessa cosa. La Terra, prima di colmare il suo manto con vegetazione e vita, era Ctonie, la profondità sotterranea infernale. Persefone, condannata allo sposalizio con Ade, riesce a essere primavera. Tutto ruota attorno a un movimento di morte e rinascita, perdita e trasformazione, oscurità e ritorno alla luce. Questo processo lo conosciamo bene: ci rigeneriamo interiormente, a volte dovendo attraversare le vie dell’oscurità. Il buio non è solo assenza, ma condizione necessaria perchè la luce esista. E allora comprendiamo che il sacro non è altrove, non è sopra di noi, ma vive nella materia che ci circonda, nei gesti quotidiani, negli oggetti che sanno farci sostare un istante, distraendoci dalla razionalità.

VITA DI MARCO BELLINI
Marco Bellini nasce nel 1977 in Italia, dove tutt’ora vive e lavora. Laureato in Filosofia, lavora per un breve periodo come editor, poi si specializza in Scienze informatiche e lavora nel settore per otto anni. Nel 2016 inizia a comprendere, studiare e a lavorare il legno, dedicandosi a tempo pieno alla sua arte.
Marco Bellini è rappresentato da gallerie in Europa e America.

FOGLIO SALA
 

Data e ora

13-09-2025 ore 18:00 to
12-10-2025 ore 23:30

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