Non parlerò di arte in queste righe.
Domani qualcuno bussa alla mia porta e mi giura che ha il potere di invocare una persona che non c’è più in questo mondo. Come in tutte le situazioni in cui devo scegliere qualcosa con più di due opzioni, mi farei prendere dal panico; farei poi un bel respiro – su consiglio della mia amica Stefania – e inizierei a ragionare.
La mia mente, come il 90% delle volte, partirebbe da un pensiero frivolo: Pieraccioni in un film partecipa a una seduta spiritica e chiama “la donna più bella del mondo”, Marilyn Monroe. Il mio secondo pensiero si concentra sul chiamare una persona famosa.
Grazie alla mia memoria semantica e alla mia paura di non sembrare mai abbastanza intelligente, penserei al mio lavoro, a come trarre vantaggio da questa opportunità. Arrivo a Frida Kahlo ma ci ragiono abbastanza per capire che non sarei la persona giusta per chiamarla. Sicuramente imparerei molto ma mi troverei davanti a una situazione più grande di me e non avrei i mezzi necessari per capirla fino in fondo
Allora inizierei a pensare a donne forti, da cui potrei imparare a gestire situazioni
complicate, riuscire a crearmi un strato di “tostaggine” già forte: mi viene subito in mente Elisabetta I. Una donna potente, audace e sicura, una persona che nel sedicesimo secolo è riuscita a svincolarsi dalle regole coniugali per proteggere il suo regno; una persona capace di dominare uomini e guerre. Dopo aver fatto una chiacchierata con lei, la prossima volta che la portinaia mi risponde male la obbligherei a firmare un Atto di supremazia, io il Regno e lei la chiesa.
Mi insegnerebbe, lei come altre (Cleopatra, Giovanna D’Arco, Isabella D’Este, Deanerys Targaryen) a farmi rispettare di più, soprattutto in ambito lavorativo, soprattutto dagli uomini.
Magari chiamerei Audrey Hepburn o Coco Chanel per qualche lezione di stile e di portamento.
Potrei invocare qualche figura che mi aiuti in un ipotetico futuro ruolo da madre: Maria Montessori, Sigmund Freud, Alice Miller, Emmi Pikler, magari anche tutti insieme, per avere un boost di informazioni.
Se invece dovessi pensare agli uomini, forse chiamerei Steve Jobs per farmi dare qualche idea brillante e rivoluzionaria.
Chiamerei Matthew Perry ma sotto forma di Chandler e me lo sposerei.
Chiamerei Gigi Proietti per farmi due risate e sentire qualche frase a effetto, come fa un vecchio saggio.
Chiamerei Michelangelo, Caravaggio, Leonardo da Vinci oppure Picasso, Cezanne, Magritte!
Ma la verità è che farei quello che farebbero tutti e tutte: chiamerei i miei nonni. Mi insegnerebbero ad utilizzare la forza che non penso di avere; mi direbbero di stare dritta con la schiena e di sedermi composta; mi spiegherebbero come comportarmi con i miei figli e figlie – non troppo perché anche loro hanno sbagliato qualcosa in questo ambito (ciao mamma); e mi farei due risate con loro, come quando ero bambina.
I fantasmi non si possono abbracciare ma ci proverei comunque. Chissà.